La Toscana si dimostra una meta sempre più ambita da parte di flussi turistici nuovi e interessati alla sostenibilità dei territori, oltre che alle loro tradizioni, all’arte e alla cultura.
Per questo la Regione ha stanziato un milione e mezzo di euro, destinati ai Comuni per creare sul territorio osservatori turistici in grado di perseguire la sostenibilità e la competitività della Toscana. Con la Presidenza della rete europea Necstour e lavorando insieme ad altre 30 regioni europee, entro pochi anni la regione sarà pronta ad intercettare nuovi flussi turistici meglio distribuiti sul territorio e nel corso dell’intero anno.
La rete è formata da Comuni di ciascuna delle dieci province della Toscana. Si tratta di 11 amministrazioni fiorentine (Firenze, Barberino, Fiesole, Tavarnelle, Calenzano, Greve in Chianti, Scarperia, Vinci, Campi Bisenzio, Scandicci e Montaione), 8 grossetane (Grosseto, Castiglion della Pescaia, Isola del Giglio, Follonica, Massa Marittima, Monterotondo Marittimo, Roccastrada e Santa Fiora), 6 lucchesi (Lucca, Viareggio, Forte dei Marmi, Barga, Borgo a Mozzano e Capannori), 5 senesi (Siena, Chianciano, San Gimignano, Poggibonsi e Colle Val d’Elsa), 5 pistoiesi (Pistoia, Montecatini Terme, Quarrata, Monsummano Terme e Abetone), 4 livornesi (Livorno, Portoferraio, San Vincenzo e Piombino), 4 aretine (Arezzo, Montevarchi, Cortona e Anghiari), 3 pisane (Pisa, Pontedera e Casc ina), 3 apuane (Massa, Carrara e Montignoso) e Prato.
A ciascuna di queste amministrazioni andranno cifre variabili da 15.000 a 100.000 euro, finalizzate a favorire rapporti di collaborazione, scambio di buone pratiche e a costituire Osservatori turistici di destinazione.
Le dodici principali azioni europee per un turismo più sostenibile riguardano le garanzie di vitalità delle imprese del settore, quelle per assicurare la prosperità dei territori, la qualità dell’occupazione nel settore, un’ampia distribuzione sociale dei vantaggi economici che derivano dal turismo, l’aumento del livello di soddisfazione dei visitatori, la crescita del potere delle comunità locali nella programmazione delle azioni, la qualità della vita e il livello di benessere delle comunità, il rispetto della cultura della storia e delle tradizioni locali, il mantenimento dell’integrità dei luoghi, la protezione della diversità biologica, l’uso delle risorse rinnovabili, la riduzione dell’inquinamento ambientale.
fonte Regione Toscana