Redazionale

Greenwashing: il verde dei furbetti

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E' il green tarocco. Sembra un'innocua esagerazione pubblicitaria, ma danneggia la reputazione di chi lo pratica e anche la fiducia nel mercato. Sciocco e pericoloso.

1. C'è una novità, purtroppo.

Si sta diffondendo una parola nuova: greenwashing.

Il greenwashing è il figlio degenere di un buon padre, il marketing verde, discendente a sua volta dalla coscienza ecologica, la nobile causa che sta conquistando praticamente tutti, almeno a parole. continua a legge l'articolo su http://www.italiaconvention.it/articolo.php?name=Greenwashing%3A+il+verde+dei+furbetti&articolo=1833

AUGURI A CHI?

Auguri_a_chiSiamo alla fine dell’anno.
Tiriamo le somme.
Il 2010 è stato ed è ancora per HOTEL SOSTENIBILE l’anno degli impegni importanti: tra quelli più significativi, la realizzazione di uno ECO-SKY-RESORT, la riconversione di una Villa Liberty in ECO DIMORA LUXURY e Software della gestione consumi per una nota Compagnia Alberghiera Americana. Tanta altra carne al fuoco; molti pezzi in stand-by, purtroppo.

Giudizio assolutamente positivo se si considera che l’Attività di Hotel Sostenibile è partita a fine ’08, la situazione economica che stiamo attraversando e soprattutto perchè abbiamo superato il Break Even Point ( ovvero il punto di pareggio e quindi iniziamo a generare utili) prima dei famosi tre anni di attività ufficializzati da Università e  testi economici.

Non abbiamo e non investiamo capitali in promozione ma capitalizziamo le nostre esperienze professionali in eventi e convegni dove ci facciamo conoscere.

Dedichiamo molto tempo a proporre soluzioni e strategie diverse e originali dalle solite curando dettagli e sprechi. Ci stiamo facendo conoscere e in tanti oramai ci conoscono.

Con piacere abbiamo cambiato i nostri server grazie ai numerosissimi visitatori che arrivano sui nostri portali.

Allora Auguri, ma a chi?

Auguri a chi ci continua a proporre business, a chi ci propone bufale, a chi ci vorrebbe utilizzare per fare i propri interessi, a chi continua a copiare i nostri contenuti formativi, a quelle associazioni di albergatori che in tutta Italia ci ostacolano, a chi realizza con noi lavori di Tesi Universitarie, a chi deve ancora pagarci, a chi non vorrebbe pagarci, a chi è tutto orecchie, a chi nega l’evidenza, a chi ci ha contattato dall’Estero, a chi ci vuole coinvolgere in truffe, al Sindaco che vorrebbe avviare una politica turistica per il suo territorio ma…., a chi invia il proprio CV, a chi vorrebbe realizzare il proprio stage con noi, agli investitori delle “almeno 150 camere”, ai filosofi del Politecnico, agli albergatori improvvisati, ai manager pressati da proprietà balorde, a centri di formazione che chiedono collaborazioni, agli hacher che cercano di attaccare i nostri portali, all’Assessore che non ha più 1 euro da investire, a chi ci chiederà aiuto, a chi ci difende, a tutti i collaboratori di HS, al mio piccolino nato 7 mesi fa, alla mia famiglia a tutti quelli che ho conosciuto anche senza aver concluso nulla e al mio carissimo amico e collega Ing. UMBERTO SORBO il mio braccio destro senza il quale tanti progetti e idee non sarebbero state mai realizzate.

Grazie a tutti.

Politica permettendo, speriamo che l’anno nuovo possa essere migliore per noi Operatori Turistici.

Biagio Duca

Il Codice del Turismo

Arco-dellElefante-PantelleriaIllustrazione dei contenuti
Il Codice si compone di 74 articoli.

Nel titolo I, intitolato “Disposizioni generali”, vengono definitivamente individuate le competenze statali in materia di turismo sulla base del principio di sussidiarietà, di competenza legislativa statale esclusiva e concorrente, per la valorizzazione, lo sviluppo e la competitività, a livello interno ed internazionale, del settore turistico quale fondamentale risorsa del Paese e per il riordino dell’offerta turistica italiana”.
Si rielabora, altresì, il concetto di impresa turistica, finora limitato alle imprese ricettive, per includervi anche il settore extraricettivo, le agenzie di viaggio e i tour operator che non erano considerati tali dalla legge del 1983.
Inoltre, il codice rende finalmente effettiva la completa equiparazione delle imprese turistiche a quelle industriali ai fini del riconoscimento dei contributi, sovvenzioni, agevolazioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere.
In attuazione del disposto di cui all’articolo 30 della convenzione dell’Onu del 2006, il titolo I afferma un principio fondamentale teso a garantire alle persone diversamente abili “il diritto di fruire dell’offerta turistica in modo completo e in autonomia”, intervenendo sulla sua accessibilità, così da permettere a tutti un miglioramento della propria qualità di vita.
Infine, viene agevolato ed incentivato il turismo con animali al seguito.
Il successivo titolo II prevede una disciplina delle professioni turistiche volta a coniugare i principi di liberalizzazione e di apertura di mercato con l’esigenza di salvaguardare e valorizzare le specifiche professionalità turistiche, in modo da assicurare elevati standard qualitativi dei servizi turistici. Inoltre, mira a sviluppare il mercato del lavoro attraverso i percorsi formativi destinati ai giovani: l’esigenza è quella di incrementare un circolo virtuoso anche attraverso specifici collegamenti e accordi con il mondo della formazione, volto a garantire il lavoro sia a chi si affaccia al settore per la prima volta sia a chi opera stagionalmente.
Nel successivo titolo III il codice provvede a riordinare ed adeguare la disciplina in tema di strutture ricettive attraverso le definizioni generali delle stesse, in un’ottica di necessaria modernizzazione, di trasparenza e garanzia per il turista degli standard qualitativi e delle condizioni praticate.
Si prevedono, inoltre, le misure di semplificazione ed accelerazione (oggetto specifico della delega e obiettivo principale del Codice) delle
procedure di apertura e operatività di tutte strutture ricettive, mediante l’eliminazione di inutili appesantimenti di natura burocratiche. In particolare, vengono messe a disposizione degli operatori alcune rilevanti misure di semplificazione che consentiranno l’apertura o la modifica dell’attività mediante una semplice comunicazione (s.c.i.a.) ad un unico interlocutore (sportello unico). Infine, il codice affida al Presidente del consiglio dei Ministri o al Ministro delegato, d’intesa con le regioni, il compito di fissare gli standard minimi nazionali dei servizi e delle dotazioni di tutte le strutture ricettive, anche al fine di una loro uniforme classificazione, richiesta da tempo dalle categorie interessate e arricchita con un moderno sistema di rating. Tutto questo in una rinnovata ottica di trasparenza a garanzia del turista, di omogeneità degli standard dell’offerta e con l’obbiettivo di accrescere anche la competitività internazionale del settore.
Il titolo IV è dedicato alle agenzie di viaggio. Viene fornito il sostegno all’esercizio di tale professione, con conseguente valorizzazione dell’agente di viaggio e adeguamento alle nuove tecnologie e, al tempo stesso, viene garantita una tutela, sia agli operatori che ai consumatori, nei confronti di possibili truffe, come quelle verificatesi di recente e messe in atto da imprese non legittimate allo svolgimento delle attività. In particolare, le nuove norme sottopongono le agenzie operanti online alle medesime regole e controlli cui sono soggette le altre imprese tradizionali.
Il codice individua nuove forme di garanzia anche attraverso la stipula di congrue polizze assicurative che tutelino, da un lato, il turista da qualsiasi rischio connesso con il viaggio e, al contempo, sollevino gli operatori dalle conseguenti possibili ricadute economiche relative. Nel titolo V vengono definite le tipologie dei prodotti turistici, individuando i relativi circuiti di eccellenza, nell’ottica di incentivare la promozione di settori specifici: il turismo della natura, che introduce anche una valorizzazione del nostro patrimonio faunistico come attrazione turistica; il turismo della montagna; il turismo del mare; il turismo dei laghi e dei fiumi; il turismo religioso, volto a riaffermare e diffondere anche la conoscenza delle nostre radici cristiane; il turismo enogastronomico, per valorizzare a fini turistici una delle tipiche eccellenze del made in Italy; il turismo termale inteso nella sua più ampia accezione di turismo del benessere; il turismo dello sport e del golf; il turismo congressuale; il turismo giovanile; il turismo del made in Italy; il turismo delle arti e dello spettacolo; il turismo culturale, che individua appositi strumenti di valorizzazione in chiave turistica del patrimonio artistico e culturale, anche assicurando la predisposizione di materiale
informativo redatto obbligatoriamente nelle lingue francese, inglese, tedesco e, preferibilmente, in lingua cinese. In particolare, al turismo culturale è dedicato uno specifico capo che individua appositi strumenti di valorizzazione, in chiave turistica, del grande patrimonio del nostro Paese, da attuare, in sinergia con il Ministero per i Beni e le attività culturali e con gli enti territoriali;
Inoltre, anche in un’ottica di necessaria destagionalizzazione del settore, vengono riordinate le norme sul turismo sociale, adeguando la disciplina in tema di Buoni Vacanza quale fondamentale strumento che permette l’erogazione di un contributo dello Stato alla fasce più deboli della popolazione. In tale ottica, si specificano e consolidano gli strumenti di finanziamento, prevedendo anche il ricorso ad una parte delle risorse dell’8 per mille destinate allo Stato.
il titolo VI introduce una normativa particolarmente innovativa a tutela del turista, inteso come consumatore di tipo speciale, in quanto non attrezzato a risolvere i problemi che si pongono in un luogo lontano dalla sua dimora, riconoscendogli, in particolare, diritto al risarcimento del danno da vacanza rovinata sulla base di specifici e puntuali criteri. Tali criteri vengono dettati anche a garanzia degli operatori turistici, oggi esposti ad una radicale incertezza dovuta ai contrastanti orientamenti della giurisprudenza.
In questa prospettiva, il nuovo testo valorizza anche il cosiddetto “turismo per motivazione”, tiene conto cioè, nella valutazione del danno, delle specifiche esigenze ricreative che il viaggio mira a soddisfare e che un eventuale inadempimento può compromettere.
Nel dettaglio, viene inoltre ridefinito il concetto di pacchetto turistico, considerando tale l’insieme dei servizi venduti anche in via telematica da un unico operatore.
In stretta connessione con la disciplina contenuta nel titolo precedente, il Titolo VII prevede l’adeguamento della disciplina nazionale a quella europea in tema di multiproprietà, istituto che in prevalenza viene utilizzato per finalità turistiche.
Inoltre, quest’ultimo titolo prevede il riordino degli organismi pubblici operanti nel settore del turismo, in un’ottica di promozione di maggiore sinergia con gli stessi.
In proposito, un’importante novità è costituita dal Comitato permanente di Promozione del Turismo in Italia, partecipato da tutti i soggetti pubblici e privati del sistema turistico (Ministero del turismo ed eventuali altri Ministeri che potranno essere di volta in volta coinvolti, territorio, enti locali e imprese).
In particolare, Il Comitato promuove, tra l’altro, l’identificazioneomogenea delle strutture pubbliche dedicate a garantire i servizi del turista; il sostegno e l’assistenza alle imprese che concorrono a riqualificare l’offerta turistica nazionale; l’immagine dell’Italia e del Made in Italy a fini turistici all’interno dei confini nazionali; il raccordo e la cooperazione tra regioni, province e comuni e le istituzioni di governo; Al fine di incentivare la riqualificazione e l’innalzamento della qualità della nostra offerta turistica, il Codice prevede, infine, riconoscimenti per le imprese e gli imprenditori che si sono distinti nel comparto: l’attestazione di eccellenza turistica nel settore enogastronomico (“Maestro di cucina italiana”) e quella di eccellenza turistica nel settore alberghiero (“Maestro dell’ospitalità italiana”). Ulteriori riconoscimenti in termini di medaglie al merito del turismo per la valorizzazione dell’immagine dell’Italia sono riconosciuti agli operatori che con la loro professionalità hanno coltivato l’eccellenza italiana nel mondo.
Infine, il Codice fornisce al turista gli strumenti di informazione (carta dei servizi), assistenza (call center) e tutela, mediante le innovative modalità di risoluzione immediata ed extragiudiziale delle controversie

Il Progetto Turismo di Federturismo e Confindustria 100 miliardi di euro. Per chi?

Riceviamo e pubblichiamo volentieri Articolo di Renato Andreoletti

brambilla_hotelsostenibileEmma Marcegaglia è il presidente di Confindustria. Le sue aziende del settore industriale fatturano 16 miliardi di euro. E’ presente anche nel turismo ma per gli spiccioli. Possiede alberghi ad Albarella, in Veneto, e Pugnochiuso, in Puglia. Di recente ha attivato una catena alberghiera nel settore del lusso, Eleganzia Hotels, con Lorenzo Giannuzzi, Massimo Caputi e altri soci. Sono proprietari e gestiscono il Forte Village di Santa Margherita di Pula in Sardegna, Castel Monastero in Toscana e La Maddalena Hotel & Yacht Club sull’isola della Maddalena, in Sardegna, dove si sarebbe dovuto svolgere il G8 che fu trasferito all’Aquila.

Daniel Winteler, presidente e amministratore delegato di Alpitour World, è il presidente di Federturismo e rappresenta Confindustria nel settore. Winteler ha commissionato a PricewaterhouseCoopers uno studio su come raddoppiare l’incidenza del turismo sul PIL del nostro Paese. L’ambizione è di passare dall’attuale 9,5 al 18,5 per cento, il tutto entro il 2020. Lo Stato dovrebbe investire 40 miliardi di euro, i privati gli altri 60. Lo Stato incasserebbe 100 miliardi di euro solo di tasse. Investimenti infrastrutturali, grandi eventi, destagionalizzazione, promozione, formazione le cinque aree in cui intervenire. Gli addetti al settore dovrebbero diventare 4,3 milioni. Federturismo ha presentato al governo un piano nazionale per il turismo.

Il numero 100 è carismatico. Il popolo dei Lanna, in Tailandia, lo considera un numero fortunato. Le massaggiatrici Lanna per esempio propongono trattamenti della durata precisa di 100 minuti. 100 è un numero che ha ispirato anche un altro attore che ha assunto un ruolo importante nel turismo italiano: il Gruppo Intesa, la banca diretta da Corrado Passera che ha finanziato la nascita di NH Hoteles, la più grande compagnia alberghiera italiana con casa madre in Spagna che ha acquisito Jolly Hotels e Framon Hotels oltre a parecchi altri alberghi nel nostro Paese.

Anche Gruppo Intesa durante un convegno convocato ad hoc parlò di 100 miliardi di euro per sviluppare il turismo in Italia. La cifra fu fornita dal suo Centro studi.

Scusate se disturbiamo, ma ci sembra che Confindustria e Gruppo Intesa abbiano scoperto che l’acqua bolle a 100 gradi. Ovviamente al livello del mare. Se si sale a 2000 metri di quota, l’acqua bolle a 80 gradi. Gli chef a quelle quote evitano di cucinare i risotti: il riso risulterebbe scotto.

Chissà quanto sono costati i consulenti che hanno redatto quegli studi: se ci chiedevano un parere, glielo fornivamo gratis. Sulla temperatura di ebollizione dell’acqua, ovviamente. Sul turismo no, chi se ne occupa da sempre o quasi non può non avere qualche perplessità su come politici, finanzieri e industriali affrontano il settore.

Difficile che nei loro piani ci siano termini come Turismo Sostenibile, Responsabilità Sociale del Turismo, Qualità della vita dei residenti, Soddisfazione del Cliente, Certificazione della Qualità Dimostrata, Difesa del patrimonio naturale, sociale e culturale. Perfino quando parlano di cifre, se ne guardano bene dal dire che sono delle semplici stime. Winteler parla di un’incidenza del turismo sul PIL italiano del 9.5 per cento. Carlo Stocchetti, direttore generale di Mediocredito Italiano, parla del 12 per cento. Non stanno parlando di banane... L’Istat, l’istituto ufficiale di statistica, si rifiuta da sempre di fornire i fatturati del turismo in Italia. Lo fa solo la Banca d’Italia relativamente all’incoming e all’outgoing. Quanto fattura il mercato domestico è uno dei segreti meglio conservati. Neppure Giulio Andreotti lo sa. Lo stesso ministro del Turismo Michela Brambilla, normalmente in altre faccende affaccendata, non ha mai osato avventurarsi su questo argomento.

L’approccio di questi piani ricorda inoltre quello dell’industrializzazione del Paese tra anni Cinquanta e anni Sessanta dello scorso secolo: milioni di persone costrette a trasferirsi dal Sud al Nord senza alcuna politica dell’accoglienza, la delinquenza organizzata come strumento di controllo delle tensioni sociali al Sud, l’abbandono delle campagne al Sud e delle montagne al Nord, la distruzione del territorio. Siamo diventati un Paese ricco e moderno ma con squilibri talmente profondi da far temere che l’anno prossimo anziché celebrare i primi 150 anni dell’unità d’Italia assisteremo a un ritorno agli Stati prerisorgimentali. Di fatto le 20 Regioni agiscono già come Stati indipendenti, almeno sul versante della spesa.

Non vorremmo, scusate la malizia, che i famosi 100 miliardi di euro rappresentino l’ennesimo tentativo di spartirsi un assai ricco bottino tra i soliti pochi noti: banchieri, industriali, politici. Non vorremmo, inoltre, che questi piani nazionali siano la scorciatoia per passare con una scopa d’acciaio sul tessuto sociale del nostro sistema turistico per assimilare l’Italia al modello francese, basato su oligopoli industriali, anziché valorizzare e riqualificare l’imprenditoria familiare come è avvenuto in Svizzera, Austria, Germania e Sud Tirolo (la 21° regione italiana).

Non vorremmo il bis del Portale Italia, costato 9 milioni di euro e poi chiuso per non buttarne via 48 di milioni di euro, come programmato dall’ineffabile Lucio Stanca, che poi è andato all’Expo 2015 di Milano dove dopo un anno, e un’altra voragine finanziaria, è stato convinto a dimettersi. Per non parlare di Sviluppo Italia e dei guai che ha combinato. Tutti personaggi dell’Industria con la i maiuscola...

Anche noi abbiamo pubblicato un Progetto Turismo Italia, elaborato da SOLIDUS, il forum costituito dalle otto più importanti associazioni professionali del settore alberghiero. Chissà se Winteler, Marcegaglia, Passera e soci gli abbiamo mai dato una scorsa. se non altro avrebbero risparmiato le parcelle dei loro consulenti, notoriamente assai costosi. (RA)

 

Il Turismo e gli Alberghi Italiani non sono questo

 

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In un mio recente week end, in una più o meno nota località turistica di mare della Toscana, ho prenotato 1 camera matrimoniale per me, mia moglie e il nostro piccolino di 3 mesi x 2 notti. Ahimè, opportunità di scegliere altro pari a 0; alta stagione e tutti pieni.

Va bene: mi serve una camera per raggiungere i miei parenti.

Arrivo a tarda notte (superata la mezza notte).

Accendiamo la luce e viviamo di emozioni che qualcuno ci ha riservato: polveri, insetti e sporcizia da tutte le parti.

Il lampadario avvolto da ragnatele e polveri con annesso ragno che cade all'altezza di dove dormirà il piccolo; due insetti o cosa che stazionano in alto sul soffitto; la finestra è meglio non aprirla perchè si libererebbero polveri e sporcizie nell'aria; i mobili impolverati; la testata del letto sporca probabilmente di vomito; ai bordi dei materassi batuffoli di polveri perenni; sotto il comodino meglio star zitti, evito di togliere le lenzuola,etc.

Ora siamo in alta stagione; la camera costa un botto per una località che dovrebbe costare meno di Rimini; prima di noi ci sono state altre persone;  abbiamo preferito trattenerci con i parenti fino a tardi e non aspettare fino a mezzo giorno perchè la camera non era stata ancora pulita, così ci era stato detto al check in.

A fronte di un prezzo spropositato non si può fornire una camera in questo stato anche se siamo ad Agosto ed è sabato.

Mi chiedo:

ma chi è stato prima di me non si è accorto di nulla? (o tanto fa lo stesso?)

possibile che in alta stagione, quando una camera viene venduta tante volte ci sia questa quantità di polvere perenne?

ancora non hanno chiuso?

Noi operatori del settore ci preoccupiamo di conoscere come meglio vendere on-line, di una politica del turismo che manca, di un Ministro e/o Ministero che non funziona, etc.

Ma le cose basilari non le notiamo?

C'è da partire dal basso. C'è da eliminare le mele marce e subito, anche. C'è da denunciare chi si comporta in questo modo perchè ne va di mezzo anche il lavoro di chi onesto e pulito lo è. C'è da evitare che chi si è improvvisato paghi non tanto per l'offesa al cliente ma per non aver ottemperato ad un ruolo importantissimo dal quale dipende l'immagine di un intero Paese e della nostra categoria: immaginiamo cosa racconterebbero all'estero di questa disavventura e che con quali ricadute. Poi scopriamo che i Tedeschi preferiscono la Spagna... Chissà perchè.

A voi i commenti circa le foto di tanta sporcizia.

Per la cronaca siamo andati via immediatamente cercando di convincere la Direttrice di venire in camera a verificare quello che le avevo raccontato in reception.

Purtroppo (per la struttura) sono stati interessati ASL, Regione Toscana, Comune, Provincia, APT, Vigili Urbani e  noti siti di recensioni.

Vi informerò qualora arriveranno informazioni circa provvedimenti o altro verso la struttura.

Il turismo e gli Alberghi italiani non sono questo

Buona Ospitalità a tutti