Fonte il Quotidiano
Pesaro, 25 giugno 2011 - Tutti dicono che il turismo sarà la scommessa del futuro. Nell’attesa, preoccupa il presente. Negli ultimi cinque anni hanno chiuso 51 alberghi, la maggior parte tra Pesaro e il comune di Fano. Sono esplosi in compenso i bed and breakfast che sono passati dagli 88 del 2005 ai 220 del 2011. Significa in altre parole, che la clientela chiede di spendere poco per dormire e può fare a meno di hall luminose, pranzi e cene puntando tutto sulle prime colazioni.
Attenzione: sono aumentati anche gli agriturismi passando da 154 a 194 ed è un picco che trova riscontri solo in alcune zone della Toscana. Balzo in avanti anche dei country house che sono passati da 32 a 87. In base a questi dati, significa che i turisti vanno per prati e per case piuttosto che rivolgersi agli alberghi, molti dei quali(almeno a Pesaro e Fano) avevano goduto dal 1990 di finanziamenti a fondo perduto per la ristrutturazione degli alberghi grazie al flagello delle mucillagini.
Di fronte a quel crollo, la Regione aveva messo a disposizione una lunga serie di finanziamenti che sono continuati per almeno 10 anni. Questo ha permesso a tante vecchie strutture di ringiovanire ma la decimazione è continuata. Dice Amerigo Varotti, direttore provinciale della Confcommercio: "E’ successo che molti alberghi ad una stella degli anni 50/60 sono stati chiusi. Erano ormai improponibili. Poi c’è stato un processo di accorpamento. Alberghi trasformati in appartamenti come il Palace di Pesaro o a Gabicce mare dove un hotel è diventato la dependance del Grand hotel Michelacci. Quindi di due alberghi ne hanno fatto uno solo. Ma non dimentichiamo che queste chiusure dipendono dalla crisi del turismo familiare. Da Gabicce a Pesaro e a Fano, non si trovano le famiglie dentro agli alberghi. Si trovano gli atleti che fanno gare sportive. Adesso a Gabicce c’è un vuoto notevole rispetto all’anno scorso. Un esempio? L’associazione albergatori di Gabicce gestisce un parcheggio per i clienti degli alberghi. L’anno scorso alla data di ieri, contava 400 auto posteggiate su 600 posti a disposizione. Ieri vi erano 168 auto. Si capisce in fretta che la situazione turistica di Gabicce non è delle migliori. Noi siamo convinti che dobbiamo insistere sul marchio Pesaro e Urbino perché dobbiamo promuovere l’intero territorio. Non vorremmo più vedere un comunello qualunque più o meno grande che va a promuovere il suo cortile alla fiera di Milano. Dobbiamo promuovere tutto il territorio non più un pezzo. L’aumento numerico di bed and breakfast o a maggior ragione degli agriturismi significa anche che il turismo cambia. Si ricerca un’offerta legata all’ambiente e alla cultura. Questo significa che il turista che vuol andare al mare non sceglie né Pesaro né Fano. Gli si deve vendere il mare insieme al palazzo Ducale di Urbino. Gli altri hanno solo il mare, noi abbiamo enogastronomia, cultura e ambiente".