Obiettivo 3: Migliorare la qualità del lavoro turistico

L’obiettivo SDS relativo all’inserimento sociale e alle migrazioni è rilevante, in questo contesto, e la qualità dei posti di lavoro è un aspetto chiave della strategia di Lisbona.
Il settore turistico offre molte opportunità di lavoro a persone di tutte le età e specializzazioni. In particolare per i giovani, un lavoro nel settore turistico spesso rappresenta il primo contatto con la vita lavorativa, grazie all’apporto di competenze interpersonali e sociali, estremamente necessarie in un’industria di servizi interessata e aperta al cliente.

Sempre più, nel turismo, vi è spazio di manovra per l’aggiunta di valore all’occupazione in altri settori, grazie all’occupazione multipla, e per fornire nuove opportunità di lavoro in settori connessi all’ambiente e al patrimonio culturale.
Tuttavia, alcuni settori turistici secondari offrono condizioni di lavoro sfavorevoli (orario di lavoro lungo e irregolare, alti livelli di lavori a tempo determinato, part-time o stagionali, e livelli di remunerazione al di sotto della media), bassi livelli di qualificazione, mancanza di possibilità di carriera e alti tassi di lavoro nero.
Nel turismo, il personale costituisce parte integrante dell’esperienza del cliente, e sono le persone che lavorano in questo settore che offrono la fonte principale di vantaggio competitivo. Le persone operanti nel settore devono possedere qualcosa di unico, in termini di qualifiche, know-how e atteggiamento, per consentire all’Europa di distinguersi da altre destinazioni turistiche concorrenti.
La qualità dei posti di lavoro nel settore turistico, e l’immagine del settore stesso per la scelta della carriera dovranno essere migliorate, agendo su:

· Livelli salariali e servizi previdenziali.
· La distribuzione, durata e uniformità dell’orario di lavoro, pur riconoscendo che devono adattarsi allo schema di domanda dei consumatori.
· La capacità di offrire lavori a tempo pieno, per tutto l’anno e a tempo indeterminato.
· Avanzamento e opportunità di carriera.
Molte di queste questioni non sono limitate al settore turistico. Tuttavia, affrontarle può contribuire a risolvere il problema, presente in alcune parti d’Europa, del reclutamento di personale specializzato e non e della riduzione degli alti tassi di avvicendamento del personale.
L’obiettivo, per le imprese turistiche, per quanto piccole, consiste nello sviluppo di pratiche di gestione delle risorse umane ben progettate. Il dialogo sociale tra datori di lavoro, dipendenti e loro rappresentanti deve essere rafforzato. Vi sono molti esempi di come un’organizzazione del lavoro innovativa, concordata tra datori di lavoro e sindacati, abbia portato sia ad una maggiore qualità e a lavori a tempo pieno, sia ad una migliorata redditività.

Le società dovrebbero coinvolgere i dipendenti e i loro rappresentanti nella scelta e nel raggiungimento dei vari obiettivi di sostenibilità. Dovrebbe essere un processo a due direzioni, in cui i lavoratori e i sindacati riconoscano la fondamentale necessità della competitività dell’industria, se le imprese devono essere messe in grado di fornire posti di lavoro sostenibili per il futuro, e in cui i datori di lavoro e le società riconoscano la necessità dei lavoratori di avere posti di lavoro stabili e sicuri, se le imprese vorranno reclutare e trattenere personale sufficientemente qualificato e motivato.
L’obiettivo di migliorare la qualità del lavoro in questo settore e di fornire al settore stesso un vantaggio competitivo, richiede anche uno sforzo più coordinato per rafforzare la formazione e delineare una struttura di percorsi professionali. Questo sarà di ausilio per la mobilità dei lavoratori, geografica e tra settori. Le azioni richiestedovrebbero comprendere:
· Rafforzare l’adozione di standard comuni nella formazione turistica a livello europeo, e il riconoscimento reciproco dei titoli (ad es., tramite il programmaEuropass).
· Dare vita a iniziative di apprendimento continuo (come quelle sostenute dal programma UE Leonardo da Vinci).
· Scambiarsi buone pratiche nella formazione turistica in Europa, rimuovendo le barriere di lingua e di altro tipo al comune sentire.
· Integrare i problemi di sostenibilità nella formazione e istruzione turistica tradizionali.
· Svolgere promozione attiva e pubbliche relazioni per stimolare la risposta al turismo come percorso professionale e partecipare alla formazione a tutti i livelli.

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